L'oro supera i 4.480 dollari mentre aumentano i rischi geopolitici
L'oro e l'argento sono aumentati, l'argento ha raggiunto un record, alimentati dalle crisi geopolitiche e dalle speranze di un taglio dei tassi da parte della Fed.
Martedì i prezzi dell'oro sono aumentati vertiginosamente, estendendo i recenti guadagni, grazie alla potente combinazione di crescenti conflitti geopolitici e alle aspettative persistenti di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense, che hanno alimentato una forte domanda per l'asset rifugio. Anche l'argento ha registrato un rally spettacolare, stabilendo un nuovo massimo storico.
L'andamento rialzista del mercato era evidente, con l'oro Comex con consegna a gennaio in rialzo di 45,30 dollari, pari all'1,02%, per attestarsi a 4.482,20 dollari l'oncia troy. La performance dell'argento è stata ancora più esplosiva, con il contratto di gennaio che è schizzato di 4,3660 dollari, pari al 5,73%, a 80,530 dollari l'oncia troy, segnando la sua terza sessione consecutiva di guadagni e un nuovo massimo storico.
Le tensioni geopolitiche alimentano la fuga verso la sicurezza
Gli investitori si rivolgono sempre più ai metalli preziosi come protezione contro l'instabilità globale, e diverse situazioni critiche stanno catturando l'attenzione del mercato.
Operazione militare statunitense in Venezuela
Uno dei principali fattori di ansia del mercato è la drammatica operazione militare statunitense sul suolo venezuelano. Sabato scorso, le forze armate statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie, trasportandoli in un tribunale di New York per rispondere delle accuse di possesso di droga e armi. La coppia si è dichiarata "non colpevole".
In seguito, Delcy Rodríguez ha assunto il ruolo di presidente ad interim del Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha ordinato la missione – nome in codice "Absolute Resolve" – ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero "governato" il Venezuela nel breve termine. Ha lanciato un avvertimento al nuovo regime, chiedendo la cooperazione per evitare un intervento militare più ampio.
Questa azione segue mesi di accuse da parte di Trump secondo cui il governo di Maduro stava facilitando il narcotraffico attraverso i confini statunitensi, creando una crisi sociale. Maduro ha costantemente negato queste accuse, sostenendo che gli Stati Uniti sono motivati dal desiderio di appropriarsi dell'enorme ricchezza petrolifera del Venezuela.
La situazione ha innescato ricadute regionali. Trump ha accennato a operazioni simili in Colombia e Messico se quei paesi non affrontassero i loro cartelli della droga. In una risposta diretta, il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato che avrebbe "preso le armi" contro Trump.
La guerra tra Russia e Ucraina si intensifica
Il conflitto in corso nell'Europa orientale continua ad aumentare l'incertezza del mercato. La Russia ha recentemente condotto cinque attacchi missilistici contro le infrastrutture energetiche di Kharkiv, in Ucraina. Nel frattempo, un attacco di droni ucraini ha causato un incendio nella regione russa di Lipetsk.
I colloqui di pace tenutisi oggi a Parigi tra gli alleati dell'Ucraina, noti come Coalizione dei Volenterosi, non sono finora riusciti a produrre una svolta. Il gruppo sta esaminando una proposta formulata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra, ma i progressi restano elusivi.
Dati economici e prospettive della Federal Reserve
Oltre ai rischi geopolitici, il panorama economico sta plasmando il comportamento degli investitori, in particolare per quanto riguarda la politica monetaria della Federal Reserve.
Indicatori economici in indebolimento
I dati recenti indicano un raffreddamento dell'economia statunitense. L'indice SP Global Composite PMI di dicembre è sceso a 52,7, il minimo degli ultimi 8 mesi, mentre l'indice SP Global US Services PMI è sceso a 52,5.
Ulteriori dati sono arrivati dall'indice PMI manifatturiero dell'Institute for Supply Management, che è sceso per il terzo mese consecutivo a 47,9 a dicembre 2025. In tale rapporto, l'indicatore dell'occupazione è leggermente salito a 44,9 e l'indice dei nuovi ordini è salito a 47,7 da 47,4 di novembre.
Orientarsi nella prossima mossa della Fed
La Federal Reserve è diventata un punto di riferimento fondamentale per gli operatori finanziari. In una recente intervista alla CNBC, il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha osservato che l'inflazione rimane elevata e che la banca centrale si sta avvicinando a un "tasso di interesse neutrale", un livello che non stimola né limita la crescita economica. Tuttavia, ha anche messo in guardia da un potenziale aumento del tasso di disoccupazione.
A dicembre, la Fed ha abbassato il tasso di interesse di riferimento a un intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%. Le proiezioni dello stesso mese hanno rivelato un comitato diviso sulla politica futura. Per il 2026, sette membri non prevedevano alcun taglio dei tassi, otto ne prevedevano due o più e quattro erano a favore di un solo taglio.
Attualmente, il sentiment del mercato riflette questa incertezza. Secondo il FedWatch Tool del CME Group, gli investitori scontano solo il 16,1% di probabilità di un taglio dei tassi di un quarto di punto alla prossima riunione del 27-28 gennaio. Ciononostante, le aspettative più ampie di un futuro allentamento monetario continuano a sostenere l'oro, che ha già guadagnato oltre il 64% nel 2025 dopo aver infranto diversi record.


