Le esportazioni brasiliane raggiungono il record di 348,7 miliardi di dollari, sfidando i dazi statunitensi
Le esportazioni del Brasile nel 2025 hanno raggiunto un record, sfidando i dazi statunitensi e spostando gli scambi commerciali verso la Cina, nonostante l'emergere di nuove sfide e accordi.
Il settore delle esportazioni brasiliano ha raggiunto risultati record nel 2025, dimostrando una notevole resilienza di fronte alle elevate tariffe statunitensi, rafforzando i legami commerciali con la Cina e altri partner globali.
I dati governativi pubblicati martedì hanno confermato che le esportazioni totali per l'anno sono salite a 348,7 miliardi di dollari. Questa cifra segna un aumento del 3,5% rispetto al 2024 e rappresenta il totale annuo più alto dall'inizio delle rilevazioni nel 1997.
Gestire la pressione commerciale degli Stati Uniti
Questa crescita impressionante si è verificata nonostante una grave disputa commerciale con gli Stati Uniti. Ad agosto, il presidente Donald Trump ha imposto dazi del 50% su prodotti brasiliani chiave, tra cui carne bovina e caffè. L'iniziativa mirava a fare pressione sul Brasile per l'incarcerazione dell'ex leader Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere per aver pianificato un colpo di stato dopo la sconfitta elettorale del 2022.
In risposta, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha accelerato una strategia per diversificare i mercati di esportazione del Brasile. Sebbene il presidente Trump abbia successivamente revocato le imposte sulla maggior parte dei principali beni brasiliani dopo il miglioramento delle relazioni, l'impatto del cambiamento commerciale è evidente. Le spedizioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 6,6% rispetto al 2024, mentre le esportazioni verso la Cina, il principale partner commerciale del Brasile, sono cresciute del 6%.
Analisi del motore economico del Brasile
I dati record sulle esportazioni sono stati trainati dalla solida performance in settori chiave dell'economia brasiliana. Un confronto anno su anno, da gennaio a dicembre 2025, mostra un quadro eterogeneo ma complessivamente positivo:
• Agricoltura: la produzione è aumentata del 7,1%.
• Manifatturiero: l'attività è cresciuta di un solido 3,8%.
• Industria estrattiva: la produzione si è contratta leggermente dello 0,7%.
Per il secondo anno consecutivo, il petrolio è stato il prodotto di esportazione più prezioso del Brasile, rappresentando il 12,8% di tutte le spedizioni. Questo boom delle esportazioni, segno distintivo del ritorno di Lula al potere nel 2023, ha fornito un impulso decisivo a un'economia alle prese con alti tassi di interesse.
Prospettive future: nuovi accordi e nuove sfide
Guardando al futuro, il Ministero del Commercio brasiliano prevede che nel 2026 le esportazioni ammonteranno a un totale compreso tra 340 e 380 miliardi di dollari, con un surplus commerciale previsto tra 70 e 90 miliardi di dollari.
Tuttavia, stanno emergendo nuove sfide. A fine dicembre, la Cina ha introdotto quote sulle importazioni di carne bovina estera per proteggere i propri allevatori nazionali. Si tratta di un'evoluzione significativa per il Brasile, il più grande produttore mondiale di carne bovina, poiché la Cina acquista quasi la metà delle sue esportazioni di carne bovina. Il governo brasiliano ha annunciato che avvierà negoziati con Pechino per affrontare la questione.
Allo stesso tempo, il Presidente Lula continua a perseguire nuove vie commerciali al di là delle due maggiori economie mondiali. Gli sforzi si concentrano sui paesi in rapida crescita del Sud-est asiatico, come l'Indonesia e l'India, altro membro dei BRICS.
Inoltre, l'accordo di libero scambio a lungo auspicato tra l'Unione Europea e il Mercosur, il blocco commerciale sudamericano fondato da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, appare più vicino che mai. Dopo oltre 25 anni di negoziati, si prevede che l'Italia sosterrà il patto, consentendo potenzialmente la firma dell'accordo il 12 gennaio. Nel frattempo, sono in corso colloqui con gli Stati Uniti per garantire la completa rimozione di tutti i dazi rimanenti.


