L'azione degli Stati Uniti in Venezuela aumenta la posta in gioco per Iran e Cuba
L'assertività degli Stati Uniti dopo Maduro segnala una pressione sull'Iran/Cuba, non sulla Groenlandia, con prospettive ribassiste a lungo termine per il petrolio.
Il nuovo manuale di Washington: cosa segnala la mossa di Maduro
Secondo un'analisi di BCA Research, la rimozione del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti segnala una politica estera più assertiva, ma non preannuncia un'invasione della Groenlandia. La mossa contro Maduro "sottolinea principalmente le superiori capacità militari [degli Stati Uniti]" e la disponibilità dell'amministrazione Trump a operare "al di fuori delle norme", osserva Matt Gertken, capo stratega geopolitico.
Si prevede che questo successo in Venezuela incoraggerà Washington, lasciando intendere che il presidente Trump probabilmente "continuerà a fare pressione sui rivali stranieri", concentrandosi in particolare su Cuba e Iran.
Perché un'invasione della Groenlandia resta improbabile
Sebbene gli Stati Uniti continueranno probabilmente a fare pressione sulla Danimarca per la Groenlandia, BCA Research chiarisce che ciò non si trasformerà in un'invasione militare né causerà lo scioglimento della NATO.
Secondo l'azienda, i vertici militari e dell'intelligence degli Stati Uniti probabilmente impedirebbero qualsiasi tentativo formale di conquistare il territorio per diverse ragioni fondamentali:
• Controllo strategico: Washington beneficia già di un controllo strategico de facto della Groenlandia.
• Onere finanziario: la Danimarca attualmente "sopporta l'onere fiscale per il governo civile e la stabilità sociale", un costo che gli Stati Uniti evitano.
• Integrità della NATO: qualsiasi tentativo di impadronirsi della Groenlandia minerebbe l'alleanza NATO, innescando la sua clausola di sicurezza collettiva e rendendola allo stesso tempo inoperabile.
Rischio geopolitico accresciuto per l'Iran
Al contrario, le implicazioni per l'Iran sono molto più gravi, avverte Gertken. Il Paese è già alle prese con significative sfide interne, tra cui "disordini sociali su larga scala" e "cattiva gestione economica", che lo rendono più vulnerabile alle pressioni esterne.
Riflettendo questa dinamica, BCA Research ha modificato la sua valutazione del rischio. L'azienda ora stima una probabilità del 25% di una grave interruzione dell'approvvigionamento petrolifero legata all'Iran, un calo significativo rispetto al picco del 60% dello scorso anno.
Impatto a lungo termine sui mercati petroliferi globali
Dal punto di vista del mercato energetico, l'intervento degli Stati Uniti in Venezuela ha un impatto limitato nel breve termine. Tuttavia, il problema più importante è la maggiore probabilità di cambiamenti politici a lungo termine che interesseranno sia il Venezuela che l'Iran.
Secondo BCA Research, questi sviluppi contribuiscono in ultima analisi a una prospettiva strutturalmente ribassista a lungo termine per i prezzi del petrolio.


